Donne a Righe è un podcast di chiacchiere tra Freelance
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Puntata #68 del Podcast Donne a Righe
Il successo non è quello che ci hanno raccontato, e l’insuccesso nemmeno
Abbiamo chiuso la terza stagione di Donne a Righe con una puntata senza ospiti.
Solo noi due (Cristina e Tatiana) a tirare le somme di mesi di conversazioni, interviste e chiacchierate su un tema che sembrava semplice e invece ci ha sorpreso: il successo e il suo gemello scomodo, l’insuccesso.

Cosa ci siamo portate a casa? Più di quanto pensavamo.
Successo: una parola che non ha una definizione
La cosa che ci ha colpito di più, puntata dopo puntata, è stata questa: nessun ospite ha dato la stessa risposta.
C’è chi lo lega alla libertà, chi al riconoscimento professionale, chi alle relazioni costruite nel tempo, ma anche al denaro. E su quest’ultimo, ci torniamo su tra poco.
Quello che abbiamo capito è che non esiste il successo ma esiste il tuo successo. E questo, che può sembrare una banalità, in realtà è una liberazione enorme per chi lavora in proprio.
Se il metro di misura sei tu – non il mercato, non i follower, non il fatturato degli altri – allora puoi smettere di sentirti in difetto ogni volta che la tua realtà non assomiglia a quella che vedi, ad esempio, sui social.
L’insuccesso non è obbligato a insegnarti niente
Ecco il punto che Tatiana ha affermato con una chiarezza che ci è rimasta incollata addosso:
“Non siamo obbligate a trasformare ogni insuccesso in una lezione. Non ogni caduta deve diventare una storia di rinascita. Non dobbiamo per forza toccare il fondo, risalire come fenici e uscirne migliori.
A volte un insuccesso è semplicemente un insuccesso. È successo, ha fatto male, ci vuole il suo tempo per metabolizzare, e poi si va avanti. Non necessariamente cambiate, non necessariamente migliorate.”
E questa cosa un po’ ci ha liberate. Perché nel mondo dei freelance si è passati dalla narrazione tossica del successo a quella, altrettanto tossica, dell’insuccesso.
Prima tutto doveva brillare. Adesso tutto deve insegnare. Ma la realtà è più complicata e più umana di così.
Per dirla in poche parole: anche meno.
Celebrare i piccoli successi e smettere di archiviarli in fretta
Un altro tema che è emerso, e su cui ci siamo confrontate tra noi, è la tendenza a non fermarsi sui successi.
Raggiungiamo un traguardo, lo archiviamo, andiamo avanti, non ci diamo il tempo di viverlo davvero. È un riflesso condizionato, forse da una cultura del lavoro che premia sempre il prossimo step e non il presente.
Eppure quei piccoli successi (per noi = il Dar-Co sold out in due ore, l’evento a Bologna chiesto dalla community stessa, i workshop costruiti insieme) hanno un valore reale.
Celebrarli non è autocompiacersi, ma un modo per comprendere quanta strada si è fatta e dove puoi arrivare.
E i soldi? Parliamone (finalmente)
Quasi nessuno degli ospiti di questa stagione ha collegato il successo al denaro. Questo, da un lato, è bello: conferma che stiamo costruendo un modo di lavorare più centrato sulle persone e meno sull’accumulo.
Dall’altro lato, però, rischiamo di cadere in un altro estremo: quello di non riuscire a parlare del denaro per niente. Come se nominarlo fosse volgare, come se ammettere che vogliamo guadagnare bene è qualcosa di cui vergognarsi.
Non è così. Lavorare in proprio è un lavoro e il fatturato conta. E poter dire “quest’anno ho raggiunto X” senza sentirsi in colpa è una cosa su cui, come comunità di freelance (soprattutto le donne) dobbiamo ancora lavorare.
Il 2025 è stato un anno difficile per tante. Il nostro augurio per il 2026 è che anche quella parte vada meglio.
E che iniziamo a parlarne, finalmente, senza abbassare la voce.
Cosa resterà di questa stagione
Resteranno le voci degli ospiti, le storie di chi ha fallito e ha avuto il coraggio di raccontarlo, di chi ha cambiato idea sul significato di successo con il tempo e di chi ha smesso di misurare tutto con i numeri.
Resterà la comunità, che è cresciuta, che si riempie, che viaggia fino a Bologna per passare un pomeriggio insieme.
E resterà questa convinzione, più forte di prima: non dobbiamo somigliare a nessuno per avere successo. Dobbiamo solo capire cosa significa per noi quella parola.
Lo chiediamo a Carlo?
Carlo Novaria è il nostro fonico e musicista che si occupa del montaggio del podcast. È con noi dal 2023, alla fine ci siamo chieste “ma visto che monta e ascolta le nostre puntate, che ne pensa – anche lui freelance – del successo e dell’insuccesso?”
Ce lo dice in chiusura.
E, se ti va di conoscerlo meglio, c’è anche una puntata in cui lo intervistiamo (avviso: tutte si sono innamorate della sua voce!).
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