Ti trovi in: Home » Quello che forse non sai sul primo anno da freelance

Quello che forse non sai sul primo anno da freelance

L'articolo è stato scritto da:



Hai fatto il grande passo, magari hai lasciato il posto fisso, aperto la partita IVA e finalmente sei la padrona del tuo tempo! 

In teoria… ma in pratica? Eccoti lì, seduta alla scrivania di casa, con una tazza di caffè in mano e un’ansia sottile che non sai bene come chiamare.

Benvenuta nel club 

Il primo anno da freelance è una montagna russa emotiva che nessuno ti racconta davvero. Si parla tanto di strategie, funnel e personal branding, ma quasi nessuna ti dice quello che succede dentro, quindi ho deciso di raccontarti la mia esperienza, e cinque cose che avrei voluto che qualcuna mi dicesse quando ho fatto il grande passo!

Il vuoto fa paura, ma è tuo alleato

Dopo tanti anni da dipendente, quando ho smesso di avere una struttura imposta dall’esterno, e degli orari fissi, mi sono ritrovata a fissare il calendario vuoto con un misto di euforia e terrore. Mi sentivo in colpa se non ero produttiva, mi sembrava di “sprecare” quel tempo che tanto avevo desiderato!

Poi ho capito: quel vuoto non è il nemico, è spazio per pensare, per ricaricarsi, per lavorare meglio. Imparare a starci dentro senza ansia è stata una delle cose più difficili per me.

La solitudine è reale e va affrontata

Niente colleghe con cui lamentarsi del lunedì, nessun confronto su un lavoro, nessuna pausa caffè condivisa, nessuna che ti dica “anche a me è andata storta la settimana”, il silenzio che all’inizio sembra un lusso, dopo un po’ inizia a pesare, e sinceramente me ne sono accorta prima di quanto pensassi.

Trovare una community di persone che stanno percorrendo lo stesso cammino non è un optional: è una necessità. 

Il confronto, anche solo sapere che non sei l’unica a sentirti così, cambia tutto, non a caso siamo qui! cuore

I risultati arrivano, ma serve tanta pazienza

In questo mondo frenetico siamo abituate a tutto subito, e invece la libera professione richiede tempo, però nel frattempo non abbatterti e continua a seminare, sii fiduciosa, i frutti arriveranno.

I primi mesi sono stati un po’ demoralizzanti, ma non ho mollato, e infatti i frutti sono arrivati, e sono arrivati proprio perché ho continuato anche quando l’entusiasmo non era al top, ma la costanza, nei momenti in cui sembra non servire a niente, è il vero motore del lavoro autonomo.

Cambiare direzione? Perché no!

Ero partita con le idee chiarissime su chi volevo raggiungere e cosa volevo offrire, poi la realtà mi ha fatta deviare strada, e ho scoperto che anche quella via mi piaceva, forse anche di più!

Non sentirti in trappola nelle scelte che hai fatto quando ancora non sapevi come sarebbe andata, la trasformazione è continua (così mi hanno detto tante senior!!!) e questa libertà di cambiare è una delle cose belle della libera professione!

Hai tutto il diritto di evolvere e sarà bellissimo.

I social non sono la realtà

Freelance che fatturano sei cifre, che usano venti tool di AI e sembrano sempre in vacanza con il laptop aperto su una spiaggia tropicale… va beh, l’unico consiglio che mi sento di darti è di non seguire chi ti fa sentire inadeguata, segui chi ti da energia, io ho fatto così e va decisamente meglio!

E quando posso chiudo tutto e vado a fare una passeggiata, il mondo reale è meglio!

Insomma, il primo anno da freelance è fatto di entusiasmo, dubbi, piccole vittorie e momenti in cui vedi tutto nero, è normale, fa parte del percorso.

Qui in Donne a Righe ci piace parlare di queste cose senza filtri, perché sapere che non sei sola cambia davvero la prospettiva.

Raffaela

Chi ha firmato l’articolo?

Sono Raffaela Rittore, assistente virtuale. Alleggerisco il carico mentale di freelance, artigiani e imprenditori, occupandomi di amministrazione e contabilità.

Se ti va di restare in contatto ti aspetto su LinkedIn, Instagram o sul mio sito.