Donne a Righe è un podcast di chiacchiere tra Freelance
Perché ti senti inadeguata anche quando la tua To-Do list è perfetta
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Probabilmente, come me, ti sei iscritta alla Community virtuale di Donne a Righe per non sentirti sola e per confrontarti con altre professioniste. Funziona, è bellissimo.
A volte però accendi il PC, apri l’agenda e… puff. Nonostante la community, ti senti bloccata. L’ispirazione non arriva, rileggi diciotto volte la newsletter correggendo una virgola alla volta, non riesci a definire il prezzo del tuo nuovo servizio perché ti sembra sempre troppo alto. Ti forzi, provi la tecnica del pomodoro, vai a berti un caffè. Ma non cambia nulla.
Cosa sta succedendo?
C’è troppa gente sulla tua scrivania
In realtà non sei sola davanti a quel foglio o a quel nuovo progetto. Nella nostra mente vive un intero condominio di personaggi, per nulla silenziosi, che non ci risparmiano un attimo dalle loro opinioni trancianti. Hanno idee molto forti su chi siamo e sulle nostre capacità di gestire il business.
Le loro voci si alternano e, a volte, si sovrappongono. Continuano a infilarci nelle orecchie giudizi che condizionano le nostre azioni molto più di quanto percepiamo.
Conosciamone alcuni (quelli che spesso urlano di più):
- La Signora del “Mai Abbastanza”: Quella che guarda la tua To-Do list spuntata fino all’ultima riga e dice: “Sì, ok, ma avresti potuto fare di più. Guarda le altre dove sono arrivate”.
- La Signorina Insicurezza: Ogni volta che devi alzare i prezzi, si nasconde sotto la scrivania sussurrando: “E se dicono di no? Se capiscono che non sai veramente tutto?”.
- La Giudice Inclemente: Sempre pronta ad accusarti: “È colpa tua se le cose non vanno come vorresti”.
Lo stallo non è pigrizia, è caos
Quando ci blocchiamo, non è per incapacità o mancanza di volontà. È che la riunione di condominio è degenerata: c’è chi critica, chi borbotta, chi sminuisce. Tutti urlano e nessuno decide.
Risultato? Restiamo ferme perché siamo in balia di emozioni contrastanti: slanci di coraggio che lasciano presto il posto alla mancanza di fiducia, paure che ci impediscono di avanzare, ansie che ci fanno perdere opportunità.
E allora che fare? Puoi provare a sfrattare questi condomini ingombranti ma, te lo dico, non funzionerà. Sono parti della nostra personalità e ciascuna di loro ha una storia e una funzione utile: c’è chi vuole proteggerci, chi ci aiuta a ponderare, chi ci sprona. Il problema è che a volte prendono il sopravvento in modo disfunzionale.
È qui che emerge il nostro potere: siamo noi le “Custodi del condominio”. Dobbiamo imparare a moderare la riunione.
L’Esercizio: Gestisci la riunione
La prossima volta che ti senti bloccata o confusa, prova a fare questo:
- Fai l’appello: Chi sta parlando? La Signora del “Mai Abbastanza” o la Giudice Inclemente? Dai loro un nome reale o di fantasia che ne descriva il ruolo.
- Ringrazia e fai accomodare: Immagina di prendere questi personaggi per mano e accompagnarli con fermezza verso la sala d’attesa. Dì loro: “Vi ho sentito, capisco che vogliate proteggermi, ma ora ho bisogno di spazio. Accomodatevi lì, io mi rimetto al lavoro”.
- Fai un passo gentile: Quando hai fatto ordine, scegli una sola azione, piccola e concreta, e falla abbassando il volume di fondo del condominio.
Essere Custode del tuo condominio non significa far sparire magicamente i dubbi. Significa tornare alla vera Te stessa, libera da credenze e condizionamenti. Significa decidere che, nonostante il rumore, la proprietaria del business sei tu: puoi scegliere, sbagliare e rifare.
Non serve una rivoluzione, serve solo il coraggio di dire a quel condominio affollato: “Vi ho sentito, ma adesso me ne occupo io”. È così che si trasformano blocchi e confusione in movimento. È così che si smette di sentirsi inadeguate: non diventando perfette, ma diventando consapevoli di ciò che ci accade dentro.
Un passo gentile alla volta, ricordatelo. Ogni giorno, anche oggi, soprattutto oggi.
Mara
Chi ha firmato l’articolo?
Sono Mara Anelli, coach per donne e floriterapeuta. Nel mio lavoro accompagno le donne a prendersi cura di sé, ad ascoltare i propri bisogni, a riscoprire le proprie risorse e capacità affinché possano realizzare la vita che meritano, ricca di serenità e soddisfazione.
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